Stefania Ferrero, Chief Marketing and Products Portfolio Officer di Comau, ha illustrato giovedì 29 ottobre, nel corso di una tavola rotonda a Torino, il piano dell'azienda per sviluppare una robotica human-centric costruita attorno all'intelligenza artificiale. L'incontro, intitolato "Il design che avanza", si è svolto al Green Pavilion del MAcA. Ferrero ha presentato il cambiamento di Comau come un percorso di trasformazione più che come il lancio di un singolo prodotto.
L'evento e chi l'ha organizzato
"Il design che avanza" rientrava nel programma di Torino Design City – Transizioni Tangibili, un festival promosso dal Politecnico di Torino. L'ateneo lo ha organizzato insieme al Circolo del Design e all'Unione Industriali Torino. Il titolo del festival richiama le transizioni tangibili, e la sessione di Comau è stata impostata su come la tecnologia e le competenze delle persone guidino questo tipo di cambiamento.
Il formato era quello di una tavola rotonda, non di una presentazione di prodotto. Ferrero ha condiviso il palco con altri tre relatori, ciascuno in rappresentanza di un'organizzazione diversa. Questa composizione suggerisce che la sessione servisse a confrontare il modo in cui aziende di settori diversi affrontano la trasformazione, non a mettere in vetrina l'hardware di una singola impresa.

Cosa ha detto Ferrero sulla direzione di Comau
Ferrero si è concentrata sul percorso di trasformazione di Comau. Ha indicato due fattori trainanti: una strategia di diversificazione del business verso nuovi settori di mercato e l'evoluzione tecnologica. Diversificare significa che l'azienda sta andando oltre i mercati attuali, anche se nell'intervento, per come è stato descritto, non sono stati elencati i nuovi settori di destinazione.
Secondo Ferrero, il ruolo di Comau in questa transizione è guidare una trasformazione responsabile. Il metodo descritto consiste nell'integrare l'intelligenza artificiale in tecnologie human-centric. Ha indicato un ventaglio di tecnologie che va dalla robotica collaborativa alla robotica mobile. I robot collaborativi sono progettati per lavorare a stretto contatto con le persone, in uno spazio condiviso. I robot mobili si muovono all'interno di uno stabilimento invece di restare fissi a una postazione. Collocare entrambi sotto l'etichetta human-centric indica che l'azienda considera le persone parte del sistema produttivo, e non qualcosa da eliminare.
La seconda parte del suo ragionamento ha riguardato la sostenibilità. Ferrero ha affermato che la stessa trasformazione apre la strada a processi produttivi sostenibili. Ha fatto due esempi: il ricondizionamento delle tecnologie usate e lo smontaggio delle batterie. Entrambi riguardano ciò che accade a macchinari e componenti al termine della loro prima vita operativa. Il ricondizionamento prolunga l'impiego della tecnologia esistente. Lo smontaggio delle batterie scompone un prodotto in modo che le sue parti possano essere gestite separatamente.
Le altre voci del panel
Insieme a Ferrero hanno partecipato altri tre relatori. Maria Antonietta Perino è Director Space Economy Exploration and International Network di Thales Alenia Space. Alice Mariotti è Global Communications Director di Newcleo. Giovanna Matrone è Sustainability Team Leader di Dumarey. Il resoconto della sessione non riporta cosa abbiano detto questi tre relatori, quindi le loro posizioni non sono trattate qui. I loro ruoli mostrano un panel che univa figure della comunicazione, della sostenibilità e dell'esplorazione internazionale al ruolo di Ferrero, legato a marketing e portafoglio prodotti.

Analisi: cosa mostra l'intervento e cosa lascia aperto
Il dettaglio più utile è l'abbinamento tra IA e robotica collaborativa e mobile all'interno di un'unica dichiarazione di responsabilità. Comau sostiene che la prossima fase del suo business poggi sull'intelligenza aggiunta a robot che lavorano accanto alle persone o si spostano in un sito produttivo, e non soltanto su macchine fisse più veloci. È una dichiarazione di direzione. Non è la prova di una capacità già disponibile sul mercato.
Gli esempi sulla sostenibilità sono la parte più concreta. Il ricondizionamento delle tecnologie usate e lo smontaggio delle batterie sono ambiti di processo specifici, e collegano il messaggio human-centric a un'applicazione pratica. Uniscono inoltre due temi spesso trattati separatamente: come i robot vengono costruiti e impiegati, e cosa accade a prodotti e macchinari in seguito. Lo smontaggio delle batterie, in particolare, è un'attività in cui conta la gestione della variabilità tra un'unità e l'altra, motivo plausibile per collegarlo all'IA. Questo ragionamento è nostro: nell'intervento, per come è stato descritto, il collegamento non è esplicitato.
Diversi aspetti restano non dimostrati. Non sono stati forniti nomi di prodotto, installazioni presso i clienti, tempistiche o dati di prestazione, quindi non c'è nulla su cui misurare le dichiarazioni. I nuovi settori di mercato alla base della strategia di diversificazione non sono stati indicati. Il significato di "responsabile" non è stato definito in termini misurabili, come risultati di sicurezza, recupero dei materiali o riqualificazione dei lavoratori. L'espressione "competenze delle persone" nel titolo dell'evento suggerisce che le capacità della forza lavoro facciano parte del piano, ma la descrizione dell'intervento di Ferrero non spiega come Comau intenda sostenerle.
È difficile anche tracciare un confronto con gli altri produttori di robot a partire da questo materiale. La robotica collaborativa e quella mobile non sono prerogative di Comau, e dichiarare un ventaglio che le comprende entrambe non basta, da solo, a distinguere il suo approccio da quello di altri. A distinguerlo sarebbero le prove: linee di ricondizionamento o smontaggio funzionanti, usi definiti dell'IA in quelle linee e risultati verificabili da una parte terza.
Per il settore, l'intervento è un segnale di posizionamento. Un'azienda consolidata dell'automazione industriale presenta IA, design human-centric e produzione circolare come un'unica storia, e lo fa a un festival del design anziché a una fiera di settore. La scelta della sede lascia intendere la volontà di raggiungere un pubblico più ampio degli acquirenti di automazione. Se questa storia diventerà una linea di prodotto dipende da dettagli che l'azienda, in questa occasione, non ha ancora fornito. Chi segue la robotica human-centric dovrebbe attendere settori e applicazioni indicati per nome e dati di installazione, e considerare le dichiarazioni del 29 ottobre come una dichiarazione di intenti fino a quel momento.
