Politica e regolamentazione

ABB Robotics, le autorità cinesi bloccano l'acquisizione da parte di SoftBank

L'ufficio cinese per il riesame della sicurezza degli investimenti esteri ha vietato l'acquisto di ABB Robotics da parte di SoftBank, da 5,375 miliardi di dollari, citando timori su dati robotici e addestramento dell'IA.

ABB Robotics acquisition blocked by Chinese regulators

L'Office of the Working Mechanism for Foreign Investment Security Review, l'ufficio cinese per il riesame della sicurezza degli investimenti esteri, ha vietato in Cina l'acquisizione di ABB Robotics da parte di SoftBank Group, un'operazione da 5,375 miliardi di dollari, come confermato da ABB. La decisione arriva a più di un anno dall'annuncio con cui ABB aveva comunicato di aver firmato l'accordo per cedere la propria divisione robotica al gruppo tecnologico giapponese.

Cosa ha deciso l'autorità di vigilanza

L'ufficio di revisione ha vietato l'operazione in Cina. Le autorità hanno citato il timore che i dati della robotica possano essere trasferiti all'estero e usati per addestrare modelli di intelligenza artificiale. ABB non ha spiegato come intenda rispondere a queste specifiche preoccupazioni.

ABB ha dichiarato di essere in stretto contatto con SoftBank e di lavorare in modo costruttivo sull'operazione. La dichiarazione non chiarisce se le due società cercheranno di modificare l'accordo, presenteranno ricorso contro la decisione o opteranno per una struttura diversa. Non precisa nemmeno se la cessione possa perfezionarsi altrove senza il via libera di Pechino.

L'attività al centro dell'accordo conta circa 7.000 dipendenti. La sede e lo stabilimento negli Stati Uniti si trovano ad Auburn Hills, nel Michigan. ABB è un fornitore di automazione industriale con base a Zurigo, mentre SoftBank ha sede in Giappone. Nessuna delle due è cinese, e per questo la giurisdizione della decisione merita un approfondimento.

Perché Pechino ha voce in capitolo su un accordo svizzero-giapponese

La risposta sta nei ricavi e nella produzione. La Cina rappresenta una quota rilevante del business di ABB. Nell'esercizio 2025 ABB Robotics ha registrato ordini dalla Cina per 928.000 dollari, contro i 662.000 del 2024. Nel terzo trimestre del 2026 l'attività nel solo mercato cinese è cresciuta del 32%.

ABB produce robot anche a Shanghai. Circa il 90% delle macchine vendute ai clienti cinesi viene fabbricato localmente, e l'attività dà lavoro a migliaia di persone nel Paese. Un'azienda con una presenza di questo tipo è soggetta alla revisione cinese quando cambia l'assetto proprietario, anche se acquirente e venditore sono entrambi stranieri.

L'obiezione espressa riflette anche la natura dell'asset. I robot nelle fabbriche generano dati operativi, e il timore dell'autorità è che queste informazioni possano lasciare la Cina e alimentare l'addestramento di modelli di IA altrove. Le macchine ABB installate in Cina si trovano proprio nel punto in cui quei dati verrebbero generati.

ABB Robot arms working in electronics manufacturing.
ABB Robotics

Una serie di operazioni bloccate per motivi di sicurezza

Non è la prima decisione di questo tipo da parte di Pechino. Ad aprile il Paese ha impedito a Meta di rilevare Manus per 2 miliardi di dollari. Manus è una startup di IA fondata in Cina e poi trasferita a Singapore. In entrambi i casi le autorità hanno citato ragioni di sicurezza nazionale, a fronte di un acquirente straniero che avrebbe preso il controllo di un'attività con radici o operazioni in Cina.

Anche gli Stati Uniti stanno irrigidendo la propria posizione verso la robotica straniera. La settimana scorsa il presidente Donald Trump ha dichiarato che il segretario al Commercio ha presentato un rapporto ai sensi della Section 232 sugli effetti per la sicurezza nazionale delle importazioni di robotica e macchinari industriali, insieme a parti e componenti correlati.

Il documento sulla Section 232 indica i robot avanzati come un supporto diretto alle forze armate statunitensi, e cita robot autonomi, robot umanoidi e quadrupedi, e veicoli terrestri autonomi. Non è ancora chiaro quali saranno le conseguenze per il settore, ma il rapporto potrebbe portare a dazi sui robot di produzione estera.

La Federal Communications Commission (FCC) statunitense ha già vietato i nuovi dispositivi robotici avanzati di produzione estera, inclusi i robot mobili come umanoidi e quadrupedi. L'agenzia ha spiegato che queste macchine potrebbero creare vulnerabilità nella catena di fornitura e comportare un rischio di cybersicurezza per le infrastrutture critiche americane.

Cosa significa per il settore

L'acquisizione di ABB Robotics mostra che la proprietà di un'azienda di robotica viene ormai valutata come una questione di dati, oltre che di concorrenza. La preoccupazione espressa da Pechino non riguarda le quote di mercato, ma la destinazione delle informazioni generate dalle macchine installate e la possibilità che servano ad addestrare sistemi di IA all'estero. In questa lettura i dati delle flotte di robot diventano un asset strategico, un principio che vale per qualsiasi azienda robotica con ampie basi installate in più Paesi.

Il confronto con le mosse statunitensi è istruttivo. Washington interviene su importazioni e autorizzazione dei dispositivi, con la Section 232 e il divieto della FCC. Pechino è intervenuta sulla proprietà, bloccando una cessione. Sono strumenti diversi, ma entrambi poggiano su argomentazioni di sicurezza nazionale e colpiscono aziende le cui catene di fornitura attraversano i confini. ABB è esposta su entrambi i fronti, con una grande presenza a Shanghai e uno stabilimento nel Michigan.

Il caso Manus è importante come precedente. Dimostra che la decisione su ABB non è una risposta isolata a un singolo acquirente e suggerisce che le grandi operazioni transfrontaliere su asset legati all'IA o ricchi di dati incontrino in Cina una soglia più alta. Due blocchi in un anno sono un campione ridotto, ma indicano la stessa direzione.

Restano diversi punti non verificati. Non si sa se l'accordo possa chiudersi qualora il divieto cinese restasse in vigore, né se le parti possano ristrutturarlo. La fonte non fornisce dettagli sui flussi di dati che le autorità ritengono possibili, quindi non è possibile valutare quanto sia fondato il timore sul trasferimento dei dati. La produzione locale di circa il 90% delle macchine destinate alla Cina lascia pensare che gran parte di quell'attività operi già in modo separato, ma ciò non chiarisce come i dati vengano gestiti tra le diverse aree geografiche.

Sul fronte statunitense, il rapporto sulla Section 232 è stato presentato e il suo esito è aperto. I dazi sono una possibilità, non una decisione. Finché le trattative su ABB e l'iter americano non si chiariranno, le aziende di robotica con attività transfrontaliere devono mettere in conto il rischio di revisione da parte di più governi contemporaneamente.