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World Humanoid Robot Games, le prove vanno oltre il kickboxing

I World Humanoid Robot Games di Pechino hanno affiancato al kickboxing prove di fabbrica, magazzino e destrezza, mentre le azioni di Unitree sono scese di quasi il 30% dopo il debutto a +460%.

World Humanoid Robot Games Test Skills Beyond Kickboxing

Ai World Humanoid Robot Games di Pechino i robot dovevano inserire le valvole di aspirazione e di scarico nelle sedi corrette della testata di un motore. La prova faceva parte di una gara di assemblaggio industriale e rifornimento di materiali e ha attirato molta meno attenzione degli incontri di kickboxing e di calcio disputati nello stesso evento a fine agosto.

I World Humanoid Robot Games si sono svolti in parallelo alla World Robot Conference, nella capitale cinese. Insieme, i due eventi hanno concentrato gran parte dell'attenzione del settore robotico a fine mese.

Spettacolo in campo, lavoro nelle gare collaterali

La conferenza è stata soprattutto una vetrina dei prodotti cinesi. Circa 300 aziende hanno esposto oltre 2.000 prodotti, tra cui robot per lo smistamento dei pacchi, la produzione industriale, la chirurgia e i lavori domestici.

I Giochi sono stati più variegati di quanto lasciasse intendere gran parte della copertura mediatica. I robot hanno praticato kickboxing, giocato a ping pong, eseguito esercizi di ginnastica e disputato partite di calcio. Un umanoide ha corso a una velocità paragonata a quella di Usain Bolt, per poi schiantarsi contro un muro. Quei momenti hanno fatto il giro del web.

Accanto a questi c'erano gare incentrate su produzione industriale, logistica, servizi domestici e gestione delle emergenze. Nella prova di assemblaggio e rifornimento di materiali, i robot spostavano contenitori sugli scaffali e individuavano e smistavano componenti in confezioni diverse, oltre a occuparsi delle valvole del motore. Altre prove riguardavano l'imballaggio e l'accettazione merci in magazzino.

Otto sfide di destrezza della mano includevano avvitatura, apertura di scatole, collegamento di cavi e raccolta di fagioli con le pinzette. Alcune competizioni richiedevano robot autonomi, mentre altre mettevano alla prova la teleoperazione. Queste prove misuravano la precisione, la percezione e l'adattabilità di cui gli umanoidi hanno bisogno prima di poter svolgere lavori utili in fabbrica e in magazzino.

L'esordio di Unitree e il nodo delle aspettative

Unitree ha fornito gran parte dello spettacolo alla conferenza con un umanoide veloce chiamato Superman e con il debutto in Borsa. Alla prima seduta le sue azioni hanno chiuso il 460% sopra il prezzo dell'IPO. Al 28 agosto erano scese di quasi il 30%. Il CEO Wang Xingxing ha previsto che la robotica si stia avvicinando al proprio "momento ChatGPT".

Le aspettative sono anche al centro di una recente ricerca sull'interazione uomo-robot. Uno studio guidato dalla Drexel University su 50 uomini adulti ha misurato attività cerebrale, ormoni, atteggiamenti dichiarati e comportamento per valutare la fiducia negli umanoidi. I partecipanti hanno stabilito un legame iniziale più forte con un robot Pepper espressivo che con una versione statica priva di segnali non verbali.

Quando il robot espressivo commetteva errori, il cervello dei partecipanti reagiva come davanti a una persona che infrange una norma sociale, non come davanti a una macchina con un guasto tecnico. I livelli di ossitocina aumentavano quando il robot coinvolgente sbagliava. I ricercatori hanno concluso che, nell'interazione uomo-robot, l'ormone potrebbe fungere da segnale di allarme e non da indice di connessione. Il lavoro è stato pubblicato su Science Robotics.

World Humanoid Robot Games Test Skills Beyond Kickboxing
Robohub

Catene di fornitura e ordini

Due rapporti distinti, usciti ad agosto, hanno evidenziato la stessa tensione nel settore robotico statunitense. Il primo sosteneva che fondatori, investitori e startup americani si recano in un mercato dell'elettronica di Shenzhen per acquistare servomotori, sensori, controller e gimbal. Affermava inoltre che i robot di Unitree e Zhiyuan vengono comprati interi, smontati in componenti e riportati negli Stati Uniti in valigia.

Più avanti nel mese, alcune notizie hanno riferito che un laboratorio del Dipartimento dell'Energia statunitense sta verificando se i sensori LiDAR cinesi rappresentino un rischio per la sicurezza qualora fossero diffusi su larga scala sui veicoli negli Stati Uniti. La ricerca sarebbe finanziata da una o più aziende del settore dei veicoli elettrici e a guida autonoma.

I dati sugli ordini dell'Association for Advancing Automation indicano una domanda che tiene. Nel secondo trimestre del 2026 le aziende nordamericane hanno ordinato 8.940 robot per un valore di 622 milioni di dollari. Si tratta di un aumento del 4,3% in unità e del 21,3% nel fatturato. L'automotive resta il segmento più grande, ma la sua quota continua a calare man mano che i robot si diffondono in altri settori.

Ricerca di frontiera

Gli ingegneri di Princeton hanno presentato un robot senza motori ispirato all'origami, in grado di rotolare, strisciare e cambiare forma grazie al controllo magnetico e a una geometria multistabile. Il responsabile del progetto, Glaucio Paulino, ha spiegato che il vero attuatore è la geometria, con principi matematici che codificano più configurazioni stabili direttamente nella struttura.

I ricercatori del Karlsruhe Institute of Technology, in Germania, hanno sviluppato un sistema di riciclo automatizzato. Combina dati CAD, osservazioni fisiche e un algoritmo predittivo per anticipare i difetti dei prodotti. Poi adatta la strategia di smontaggio proteggendo i componenti di valore.

Cosa mostrano (e cosa no) gli eventi di Pechino

Il segnale più forte che arriva da Pechino è la struttura della competizione, non i vincitori. Includendo prove di assemblaggio, accettazione merci, collegamento di cavi e uso delle pinzette, gli organizzatori hanno impostato test che assomigliano al lavoro in fabbrica e in logistica. Uno sprint o un incontro di kickboxing mostrano le prestazioni dell'hardware. Una valvola inserita nella testata di un cilindro mostra se percezione e manipolazione funzionano insieme.

Il materiale di partenza non riporta punteggi, tassi di successo o tempi di ciclo per quelle prove. Resta quindi aperta la questione centrale: quanto sia vicino un umanoide a un lavoro industriale affidabile. Alcune gare ammettevano la teleoperazione, quindi il risultato in quelle prove dice poco sull'autonomia. Manca anche un confronto con l'automazione esistente. I bracci industriali gestiscono già compiti fissi su larga scala, e i dati sugli ordini dell'A3 mostrano un mercato in crescita nel fatturato.

Il risultato dello studio della Drexel riguarda proprio questo divario. Se le persone leggono gli errori di un umanoide espressivo come fallimenti sociali, un robot che sembra capace ma sbaglia farà perdere più fiducia di una macchina semplice che sbaglia. Questo risultato proviene da un singolo studio su 50 uomini e un solo modello di robot, quindi non va generalizzato. Resta comunque un motivo per cui chi adotta questi sistemi dovrebbe definire le aspettative prima di avviare un progetto pilota.

L'andamento del titolo Unitree mostra lo stesso schema in ambito finanziario. Un rialzo del 460% al debutto seguito da un calo di quasi il 30% nel giro di poche settimane riflette il sentiment sulla categoria più di qualsiasi cambiamento misurato in ciò che i robot sanno fare.

I rapporti sulla catena di fornitura aggiungono un rischio strutturale. Se i costruttori statunitensi dipendono da servomotori, sensori e controller cinesi, e un laboratorio nazionale studia il LiDAR cinese come questione di sicurezza, l'accesso ai componenti potrebbe diventare un tema di politica industriale. Entrambi i rapporti vanno presi con cautela: uno riguarda presunti acquisti informali, l'altro descrive una ricerca ancora in corso. Nessuno dei due stabilisce una restrizione.

Il settore degli umanoidi ha ormai un'arena pubblica e un mercato azionario, ma gli mancano ancora risultati pubblicati e confrontabili sul lavoro utile. Sarebbero quei numeri a chiudere la questione.