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Kemp di Hello Robot: come costruire robot assistivi per la casa

Charlie Kemp, CTO di Hello Robot, racconta come il lavoro con Henry e Jane Evans abbia plasmato Stretch, il manipolatore mobile dell'azienda per l'assistenza domestica.

A Day in the Life of a Roboticist: Charlie Kemp

Charlie Kemp e Aaron Edsinger hanno vinto il premio per il miglior articolo alla IEEE-RAS International Conference on Humanoid Robotics del 2006 con un sistema che permetteva al robot umanoide Domo di aiutare una persona a sistemare oggetti su uno scaffale. Quel risultato ha spinto Kemp verso la robotica assistiva e gli ha aperto la strada a una posizione da docente al Georgia Tech. Oggi è cofondatore e direttore tecnico (CTO) di Hello Robot, azienda che realizza manipolatori mobili non umanoidi per la casa e il luogo di lavoro.

Dalla ricerca sugli umanoidi a Hello Robot

Kemp si è appassionato all'intelligenza artificiale durante gli studi universitari al MIT. Rod Brooks aveva da poco avviato il progetto Cog, che usava robot umanoidi per studiare l'intelligenza incarnata. Kemp è poi entrato nel laboratorio di Brooks e ha lavorato con Edsinger su Domo.

L'articolo sul riordino degli scaffali lo ha portato alla robotica assistiva. Al Georgia Tech ha diretto l'Healthcare Robotics Lab, che si occupava di assistenza fisica nell'alimentazione, nell'igiene personale e nel vestirsi. Oggi lui ed Edsinger guidano Hello Robot, fondata insieme. Kemp dice che non avrebbe mai previsto una simile catena di eventi.

Il suo interesse attuale riguarda i robot mobili dotati di braccia che possano essere utili alle persone in casa e sul lavoro. Molte delle applicazioni che cita implicano uno stretto contatto fisico tra persona e macchina, come i robot che assistono gli anziani e le persone con disabilità. Collega questo lavoro a un'esigenza concreta: trovare assistenza umana sta diventando più difficile, anche perché le società stanno invecchiando. Secondo lui, i robot potrebbero migliorare la qualità della vita e dare più autonomia alle persone.

Imparare da chi usa i robot

Secondo Kemp, i suoi giorni di lavoro migliori ruotano attorno alle persone che usano un robot, non al robot in sé. Cita Keith, Henry Evans, Jane Evans e centinaia di altri che hanno lavorato con i robot di Hello Robot e del suo laboratorio accademico, e che hanno cambiato il suo modo di pensare alla robotica.

Questi utenti hanno plasmato le domande che guidano la sua progettazione. A volte ciò che conta di più per una persona è grattarsi un prurito o raccogliere un oggetto caduto. A volte l'autonomia non è la risposta, perché l'utente vuole avere più controllo. Kemp sostiene che risposte come queste non nascono solo programmando chiusi in una stanza. L'uso nel mondo reale quasi sempre rivela nuove opportunità di miglioramento, e quelle lezioni, dice, danno forma ai robot costruiti dal suo team.

Hello Robot collabora inoltre allo sviluppo di robot assistivi per anziani e per persone con gravi limitazioni della mobilità. Kemp apprezza la community che usa i robot Stretch come piattaforme di ricerca e sviluppo, e afferma che questi utenti continuano a scoprire nuovi modi in cui robot a misura d'uomo possono portare benefici alla società.

Charlie Kemp, a man in black pants and a blue shirt, smiles and waves at the camera, standing next to a Stretch 4 mobile robot consisting of a wheeled base, a tall pole, an articulated arm, and a head…
Charlie Kemp, cofounder and CTO of Hello Robot, develops assistive robots for homes and workplaces. — Hello Robot

Robots for Humanity e Stretch

Kemp indica Robots for Humanity come il suo progetto preferito. Nel 2010 Henry Evans assistette a una dimostrazione della ricerca del laboratorio del Georgia Tech, e da lì nacque una collaborazione che prosegue ancora oggi. Henry Evans ha una grave tetraplegia. Kemp descrive lui e Jane Evans come pionieri della robotica assistiva.

Lavorando con Henry, Jane e altri, l'Healthcare Robotics Lab ha fatto progressi verso manipolatori mobili in grado di offrire un reale aiuto alle persone con disabilità nella vita quotidiana. Costruire un robot domestico per gli Evans è stata la principale fonte di ispirazione per il prototipo che ha portato Kemp ed Edsinger a fondare Hello Robot. Henry e Jane hanno usato ogni generazione di Stretch e, secondo Kemp, la loro esperienza ha influenzato i progetti successivi, in particolare Stretch 4.

Un episodio lo ha sorpreso. Henry Evans ha usato Stretch per offrire una rosa a Jane. I movimenti coinvolti erano relativamente semplici, racconta Kemp, ma il gesto è stato emotivamente potentissimo. Si aspettava che il suo lavoro su alimentazione, igiene e vestizione riguardasse l'aiuto fisico. Ora capisce che l'assistenza fisica può anche aiutare le persone a creare legami emotivi.

A girl and a boy play with a Lego robot.
assets.robotsguide.com

Consigli per chi inizia

Kemp avverte che i video di robot online possono far sembrare la robotica un problema risolto. Una dimostrazione in video, dice, è molto diversa da un robot che lavora in modo produttivo nel mondo reale, e il mondo è bravissimo a mandare in crisi i sistemi robotici in modi che sorprendono i roboticisti. Vede ancora un'enorme quantità di cose da costruire, imparare e scoprire, e sostiene che i nuovi arrivati non debbano sentirsi in ritardo.

Aggiunge che una carriera nella robotica non richiede di concentrarsi sulla tecnologia robotica in senso stretto. Le applicazioni future di maggiore impatto, prevede, dipenderanno da tecnologi che lavorano con esperti di specifici ambiti applicativi. Il suo esempio è la dott.ssa Vy Nguyễn, responsabile della ricerca clinica di Hello Robot, che si è avvicinata alla robotica mentre conseguiva un dottorato in terapia occupazionale e la cui competenza ha plasmato il lavoro assistivo dell'azienda.

Pages spread out showing robot activity sheets on a purple background.
assets.robotsguide.com

Analisi: cosa dimostra e cosa no questa storia

La lezione più chiara del racconto di Kemp riguarda il metodo. Le domande di progettazione che elenca, come se una persona voglia farsi grattare un prurito, recuperare un oggetto o semplicemente avere più controllo, sono nate da un lungo lavoro con utenti reali, non da una roadmap tecnica. Henry e Jane Evans hanno usato ogni generazione di Stretch, e Kemp riconosce a questo utilizzo il merito di aver influenzato i progetti successivi. È un circuito di feedback diretto tra utenti con disabilità e una linea di prodotti commerciali, e offre una base più solida per i robot assistivi rispetto ai soli test di laboratorio.

Riflette anche una divisione più ampia nel settore. La carriera di Kemp è iniziata con la ricerca sugli umanoidi al MIT, ma la sua azienda costruisce manipolatori mobili non umanoidi. È una scelta di forma che discende dai compiti da lui descritti: andare a prendere oggetti, consegnarli e assistere a distanza ravvicinata. La fonte non confronta Stretch con altre piattaforme, quindi non dimostra che questa forma sia migliore delle alternative. Mostra soltanto che questo team si è allontanato dagli umanoidi per questo tipo di lavoro.

Molto resta da dimostrare. La fonte non fornisce specifiche tecniche, prezzi, numero di utenti o risultati di sperimentazioni per Stretch, e non presenta misurazioni di autonomia o qualità della vita. L'affermazione che i robot possano mettere le persone in condizione di vivere in modo più indipendente è un'aspettativa dichiarata, non un risultato dimostrato. La stessa cautela di Kemp va in questa direzione: il divario tra una demo e un uso produttivo nel mondo reale, dice, è enorme. La rosa offerta a Jane Evans è un aneddoto significativo, non la prova che questi robot funzionino in modo affidabile in case prive di supervisione.

Le questioni aperte sono quelle che Kemp stesso solleva. Quanto controllo vogliano gli utenti, e quando l'autonomia aiuti o invece ostacoli, varierà probabilmente da persona a persona. Se i robot assistivi possano rispondere ai bisogni di una popolazione che invecchia dipende da risultati che la fonte non riporta. Ciò che invece emerge con chiarezza è chi sta plasmando questo lavoro, e il fatto che la competenza clinica sia presente nell'azienda accanto a quella ingegneristica.

Kemp di Hello Robot: come costruire robot assistivi per la casa