Jan Petrš è co-fondatore di Déploya Robotics, spin-off dell'EPFL che sviluppa sistemi robotici dispiegabili per l'installazione automatizzata delle facciate. Ne ha parlato, insieme alla sua più ampia attività di ricerca su nuovi progetti di robot per l'edilizia e l'architettura, nell'episodio 167 del podcast Robot Talk, pubblicato il 23 ottobre 2026. La conduttrice, Claire, ha discusso con lui di come la robotica per le costruzioni possa andare oltre i progetti di macchine convenzionali.
Chi è Petrš
Petrš descrive il suo lavoro come collocato all'intersezione tra robotica ed edilizia. È un ingegnere robotico, un architetto e un imprenditore. Questa combinazione di competenze orienta i problemi che sceglie di affrontare. L'architettura pone la domanda su cosa si costruisce e come lo si assembla. La robotica pone la domanda su quale macchina possa occuparsi dell'assemblaggio.
È legato al Politecnico federale di Losanna (EPFL) e a Déploya Robotics. Prima di fondare l'azienda è stato ricercatore post-dottorato presso il Laboratory of Intelligent Systems dell'EPFL, dove si è concentrato sulla robotica a tensegrità.
La sua ricerca di dottorato è stata svolta presso il Politecnico ceco (Czech Technical University) ed era incentrata su un sistema robotico che univa robotica riconfigurabile e soft robotics per applicazioni architettoniche e costruttive. Questi due ambiti raramente si incontrano. I robot riconfigurabili modificano la propria forma o struttura in base al compito. I soft robot si basano invece su corpi flessibili e deformabili. Il lavoro di tesi di Petrš puntava a impiegare entrambi in contesti legati all'edilizia.
Déploya Robotics e l'installazione delle facciate
Déploya Robotics è una spin-off dell'EPFL. Il suo obiettivo dichiarato è realizzare sistemi robotici dispiegabili per l'installazione automatizzata delle facciate. La facciata è l'involucro esterno di un edificio e la sua posa è un compito ben definito all'interno di un cantiere più ampio. Scegliere un'attività così specifica dà al robot un incarico chiaro.
Il termine «dispiegabile» è importante. Indica sistemi pensati per essere portati in cantiere e messi al lavoro, e non macchine che operano solo in un laboratorio controllato. La fonte non spiega come siano costruiti i sistemi di Déploya, cosa sollevino o a che punto sia l'azienda. Non cita clienti, finanziamenti, prezzi né un prodotto. Questi dettagli non facevano parte della descrizione pubblicata dell'episodio e questo articolo non li aggiunge.
Dalla tensegrità al cantiere
Il tema del post-dottorato di Petrš, la robotica a tensegrità, è un approccio distinto alla struttura dei robot. La fonte non fornisce dettagli tecnici su come lo abbia applicato. Stabilisce però l'ordine del suo percorso: sistemi soft e riconfigurabili per l'architettura durante il dottorato, robot a tensegrità all'EPFL e poi un'azienda focalizzata sull'installazione di facciate.
Questo percorso mostra un ricercatore che passa da corpi robotici non convenzionali a un compito commerciale specifico. L'episodio è incentrato su nuovi progetti di robot per l'edilizia e l'architettura, il che suggerisce che il corpo della macchina, e non solo il software, sia centrale nel suo modo di pensare.
L'episodio nel contesto
Robot Talk è un podcast settimanale dedicato a robotica, intelligenza artificiale e macchine autonome. L'episodio 167 segue una conversazione con Rika Antonova dell'Università di Cambridge sull'uso dell'intelligenza artificiale per sviluppare hardware e algoritmi robotici complementari. Prima ancora, Claire aveva parlato con Kushant Patel del Brookhaven National Laboratory di robot che lavorano in strutture scientifiche come gli acceleratori di particelle. Ogni episodio esplora un angolo diverso del settore, e questo è dedicato alle costruzioni.
Analisi: perché è importante e cosa resta da dimostrare
Il segnale più interessante nel profilo di Petrš è la specificità dell'obiettivo. L'installazione automatizzata delle facciate è una sola attività all'interno di un cantiere. La robotica per le costruzioni è spesso stata discussa in termini di macchine generaliste capaci di svolgere molti lavori. Un'azienda costruita attorno a un singolo compito di posa ha una tesi più chiara da sostenere e potrà essere valutata in base alla capacità di svolgerlo in modo sicuro e affidabile in un cantiere reale.
Merita attenzione anche il legame con la sua ricerca. I suoi lavori precedenti hanno impiegato architetture riconfigurabili, soft e a tensegrità, meno diffuse nel settore rispetto ai bracci standard e alle piattaforme mobili. La fonte non dice quali di queste idee, se ce ne sono, siano utilizzate nei sistemi di Déploya. Il lettore non deve dare per scontato che tensegrità o soft robotics compaiano nel prodotto dell'azienda: la fonte attesta solo che il fondatore ha lavorato in questi ambiti.
Restano aperte diverse questioni, a cui la fonte non risponde. Non fornisce dati sulle prestazioni, test in cantiere, portata di carico o sbraccio, né tempi per l'impiego. Non dice se i sistemi siano già in uso. Non confronta l'approccio di Déploya con altri metodi di posa delle facciate, come le gru o le attrezzature di sollevamento azionate manualmente. In assenza di queste prove, l'idea che progetti innovativi si adattino ai lavori edili resta una linea di ricerca e non un risultato dimostrato.
Ciò che l'episodio mostra è che i gruppi di robotica accademici producono spin-off orientate a specifiche attività di cantiere, e che chi le guida ha spesso una doppia formazione in architettura e ingegneria. Una combinazione adatta a un settore in cui il robot deve confrontarsi con il progetto dell'edificio oltre che con gli strumenti presenti in cantiere. La tenuta dell'approccio dipenderà da dati che Déploya deve ancora pubblicare, almeno nel materiale qui disponibile. La conversazione con Claire è un punto di partenza per questa verifica, non un suo sostituto.
