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AURA Foresight in finale al XPRIZE Wildfire, in Alaska

AURA Foresight, consorzio anglo-australiano che usa sensori, IA e sciami di droni, è una delle quattro squadre in finale al XPRIZE Wildfire a Nenana, in Alaska.

AURA Foresight Enters XPRIZE Wildfire Finals in Alaska

AURA Foresight è una delle quattro squadre rimaste, tra oltre 130 partecipanti da tutto il mondo, in finale al XPRIZE Wildfire, che si terrà a Nenana, in Alaska. Il team gareggia nella categoria Autonomous Wildfire Response con un sistema che unisce sensori fissi, intelligenza artificiale e sciami di robot volanti per individuare e gestire i focolai quando sono ancora di piccole dimensioni.

La categoria mette in palio 5 milioni di dollari all'interno di una competizione globale quadriennale da 11 milioni di dollari. Il compito è impegnativo: le squadre devono rilevare, verificare e rispondere in modo autonomo ai focolai su un territorio di 1.000 km² entro dieci minuti. A Nenana i finalisti dimostreranno le proprie tecnologie in scenari realistici di risposta agli incendi boschivi.

Cosa fa il sistema

AURA Foresight descrive il proprio approccio con tre parole: rilevare, verificare, agire. Sensori ottici e termici fissi monitorano il territorio in modo continuo. Un software di IA analizza i dati e segnala i possibili focolai. I robot volanti vengono poi inviati a controllare se l'evento segnalato sia una minaccia reale, e il sistema coordina un intervento prima che l'incendio possa propagarsi.

Il progetto punta alla fase iniziale dell'incendio, quando una piccola scintilla può ancora essere contenuta in sicurezza. Il team lo contrappone alla consueta logica di intervenire sui grandi incendi quando ormai si sono sviluppati, e sostiene che il sistema permetta agli enti di passare da un monitoraggio passivo e da una risposta tardiva a un intervento automatizzato.

Il team insiste anche sulla praticità. Afferma che la piattaforma si basa su tecnologie disponibili in commercio e che è pensata per essere installata subito con una configurazione minima. Dovrebbe funzionare in ambienti che vanno dalle foreste alle aree selvagge remote, fino ai corridoi infrastrutturali. Il numero di robot volanti può crescere da pochi esemplari a decine, in base alle esigenze operative. Il sistema è inoltre progettato per lavorare con velivoli e piattaforme robotiche diversi, il che, secondo il team, evita il vincolo a un singolo fornitore (vendor lock-in).

AURA Foresight Enters XPRIZE Wildfire Finals in Alaska
Robohub

Chi c'è dietro il progetto

AURA Foresight nasce dalla collaborazione tra AURA nel Regno Unito e Fire Foresight in Australia. Il consorzio comprende l'Università di Bristol, il Bristol Robotics Laboratory, l'Università di Sheffield, il Lancashire Fire and Rescue Service, Fire Foresight, SkyFly Drones, l'Università della Danimarca del Sud, l'Università di Manchester, Indicium Dynamics, Robotic Cats, Taz Drone Solutions e Little Place Labs.

I vigili del fuoco partecipano al processo di sviluppo. Il consorzio lavora direttamente con il Lancashire Fire and Rescue Service e con esperti di risposta agli incendi boschivi in Canada e Australia. L'obiettivo dichiarato è garantire che la tecnologia risponda a problemi operativi reali e si inserisca nei flussi di lavoro esistenti dell'emergenza.

Il dottor Georgios Tzoumas, co-responsabile del team e ricercatore all'Università di Bristol, ha dichiarato che il gruppo lavora da più di sei anni sul rilevamento e sull'intervento autonomo negli incendi boschivi. «Arrivare alla finale XPRIZE è un traguardo emozionante, perché ci sembra che la soluzione sia finalmente a portata di mano», ha detto. Ha aggiunto che la combinazione di IA, robotica a sciame e collaborazione con i vigili del fuoco dimostra che è possibile affrontare gli incendi quando sono ancora di piccole dimensioni.

Rob Vernon, CEO di Fire Foresight, ha spiegato che l'azienda sta costruendo la più grande rete di capacità di rilevamento degli incendi boschivi in Australia. Secondo Vernon, le partnership nate grazie alla competizione permettono alla sua azienda di concentrarsi sulla mitigazione e sulla soppressione autonome. Ha definito queste capacità «disperatamente necessarie» a fronte di incendi e cambiamento climatico.

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Perché la finale XPRIZE Wildfire conta per il settore

Gran parte del dibattito pubblico sulle tecnologie antincendio si concentra sul rilevamento: telecamere, satelliti e sensori che danno l'allarme prima. La categoria Autonomous Wildfire Response chiede di più. Richiede un unico sistema capace di rilevare, verificare e rispondere, con l'intera catena completata in dieci minuti su un'area di 1.000 km². È quindi una prova di integrazione, oltre che dei singoli componenti.

Questa impostazione spiega perché un consorzio di questo tipo sia interessante. Il team combina sensoristica, IA, robotica a sciame, piattaforme aeree e conoscenza operativa dell'antincendio. Un sistema che si ferma al rilevamento lascia il passaggio più difficile alle squadre umane, che devono raggiungere il luogo. Un sistema che verifica e interviene in automatico cerca di eliminare questo ritardo. La finale XPRIZE mostrerà se l'intera catena può funzionare come un'unica pipeline.

Anche le scelte progettuali meritano attenzione. L'uso di hardware commerciale e il supporto a più tipi di velivoli affrontano un problema comune nei dispiegamenti robotici, dove gli enti possono ritrovarsi legati all'equipaggiamento di un solo fornitore. Se l'approccio regge, abbasserebbe la barriera d'ingresso per le organizzazioni più piccole. Si tratta però di un'affermazione del team, ancora da verificare al di fuori della competizione.

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Cosa resta da dimostrare

I dettagli disponibili lasciano aperte diverse domande. Il team non ha descritto come i suoi robot intervengano una volta verificata la minaccia, quindi il metodo di soppressione e la sua efficacia non sono valutabili. Non sono stati pubblicati dati prestazionali su accuratezza del rilevamento, tasso di falsi allarmi o tempi di risposta. Mancano anche i costi, per cui non si può verificare l'affermazione che il sistema sia economico.

Anche la scala resta un punto aperto. Il team dice che il sistema può crescere da pochi a decine di robot volanti, ma l'area di gara di 1.000 km² è un ambiente definito e allestito. Gli impieghi reali devono fare i conti con meteo variabile, terreno, restrizioni dello spazio aereo e limiti normativi al volo autonomo, aspetti che il team qui non affronta. L'integrazione con i flussi di emergenza esistenti è un obiettivo dichiarato ed è stata sviluppata finora con i servizi di Regno Unito, Canada e Australia, non con gli enti che gestiscono gli incendi in Alaska.

Le dimostrazioni di Nenana forniranno le prime prove pubbliche su questi punti. I risultati rispetto al requisito dei dieci minuti su 1.000 km² mostreranno quanto i sistemi autonomi di tipo rilevare-verificare-agire siano vicini all'impiego sul campo e come si collochi AURA Foresight rispetto agli altri tre finalisti.

AURA Foresight in finale al XPRIZE Wildfire, in Alaska