IROS 2026 occuperà cinque giorni a Pittsburgh con 20 keynote, tre panel plenari, tre forum della community e 86 tra workshop e tutorial. La conferenza internazionale IEEE/RSJ su robot e sistemi intelligenti (IROS 2026) si tiene dal 27 settembre al 1° ottobre. Il programma comprende anche competizioni, visite tecniche e un dibattito.
La struttura del programma
Domenica 27 settembre è interamente dedicata a workshop e tutorial, ben 44 in programma per quella giornata. Altri 42 sono previsti giovedì 1° ottobre, così le sessioni incorniciano i giorni della conferenza principale.
Le keynote si svolgono dal 28 al 30 settembre, affiancate da tre panel plenari. Il panel di lunedì riguarda start-up e imprenditorialità, quello di martedì il settore spaziale. Mercoledì il panel affronta una domanda diretta: i robot devono essere generalisti o specialisti?
Tre forum, presentati come sessioni di discussione della community aperte a tutti i partecipanti, si tengono lunedì 28 e martedì 29 settembre. Il pomeriggio di lunedì è dedicato ai finanziamenti del governo statunitense. Martedì mattina si parla di formazione in robotica, con un'attenzione particolare all'apprendimento esperienziale. Martedì pomeriggio ci si chiede se la robotica stia investendo troppo poco nelle proprie fondamenta.
Il programma include inoltre un corso intensivo di comunicazione scientifica alle 11:00 di martedì 29 settembre, guidato da Sabine Hauert dell'Università di Bristol, da Ella Scallan e da Evan Ackerman di IEEE Spectrum.
Il programma delle keynote
Due dei 20 titoli delle keynote devono ancora essere confermati: quelli di Gaurav Bansal e Nancy Pollard. I restanti 18 coprono un'ampia gamma di temi.
Sono rappresentati sia la chirurgia sia i contesti sociali. Elena De Momi parla delle questioni aperte sulla strada verso la chirurgia autonoma. Naomi Fitter affronta la consapevolezza del contesto, basata su criteri sociali, per i robot che operano in ambienti popolati da persone.
Diversi interventi riguardano IA e dati. Genta Suzuki presenta Fujitsu Kozuchi Physical OS come strategia di ricerca per un'IA fisica scalabile. Yekai Sun parla dei token del mondo fisico e dell'accelerazione dell'emergere dell'intelligenza attraverso dati multimodali di embodied AI. Il titolo di He Wang è Towards the AlphaGo and ChatGPT Moments of Embodied AI. L'intervento di Jen Jen Chung s'intitola All data are equal, but some data are more equal than others. David Held si occupa dei robot che continuano a imparare dopo il rilascio sul campo, con un focus sulle policy progettate per un adattamento rapido.
Hardware e progettazione meccanica hanno i loro spazi. Greg Chirikjian passa dall'iper-ridondanza all'immaginazione robotica e all'apprendimento delle affordance. Yigit Menguc parla di robotica soft e tensegrità. Gina Olson adotta un approccio biomimetico ai robot serpente, con la parola soft messa in dubbio da un punto interrogativo nel titolo. Ralph Hollis tratta la tecnologia di levitazione di Lorentz per la robotica di movimento fine, l'interazione aptica e l'isolamento dalle vibrazioni. Lael Odhner si chiede dove si trovi oggi la frontiera dei sistemi di manipolazione.
Non mancano industria e pratica sul campo. Al Rizzi parla dello sviluppo di capacità robotiche avanzate al RAI Institute. Genki Yamauchi racconta come estendere la robotica per l'edilizia dai grandi cantieri ai lavori eseguiti a mano. Tim Bretl affronta la produzione di materiali compositi. Robin Murphy ripensa la robotica per i disastri e le questioni aperte più rilevanti oggi. Brittany Duncan attinge a schemi osservati sul campo per mostrare come le lezioni contestuali possano guidare la progettazione dei robot. Ankur Mehta chiude l'elenco con i problemi di robotica che la robotica non è in grado di risolvere.
Cosa emerge dal programma
Nel suo complesso, il programma dà all'IA fisica e ai dati embodied più spazio di qualsiasi altro tema. Tre keynote la affrontano direttamente e altre due, sull'apprendimento dopo il rilascio e sulla qualità dei dati, toccano lo stesso problema. Il panel di mercoledì su generalisti e specialisti porta la stessa tensione davanti a tutta la platea.
I forum indicano una seconda preoccupazione: come il settore viene finanziato e sostenuto. Una sessione riguarda i fondi del governo USA. Un'altra si chiede se la robotica investa troppo poco nelle proprie fondamenta. Una terza è dedicata all'apprendimento esperienziale nella formazione. Insieme mettono risorse e competenze all'ordine del giorno, accanto ai risultati tecnici.
Analisi: cosa ci dice il programma e cosa no
Il mix di IROS 2026 è importante perché riunisce in un unico luogo questioni spesso discusse separatamente. Approcci basati sull'apprendimento per l'IA fisica, progettazione meccanica, impiego sul campo e politiche di finanziamento hanno ciascuno i propri interventi, e il panel su generalisti e specialisti li collega. Chi lavora su hardware soft e chi su grandi dataset embodied si troverà nelle stesse sale negli stessi giorni.
Dai titoli emergono due aspetti. Primo, interventi orientati alla pratica affiancano quelli incentrati sull'IA. Murphy sulla robotica per i disastri, Duncan sulle lezioni dal campo e Yamauchi sui lavori edili eseguiti a mano partono tutti dalle condizioni di impiego anziché dai modelli. Secondo, diversi titoli sono formulati come questioni aperte: De Momi, Murphy, Odhner e Mehta usano tutti questo tipo di impostazione. Ciò suggerisce che gli organizzatori volessero interventi capaci di nominare i problemi irrisolti, non solo risultati compiuti.
Molte cose restano non dimostrate e il programma non può chiarirle. Un titolo come Towards the AlphaGo and ChatGPT Moments of Embodied AI esprime un'ambizione, ma non prova che il settore abbia raggiunto quel punto: il titolo di un intervento non è una prova di risultati. Lo stesso vale per l'IA fisica scalabile e per l'adattamento rapido dopo il rilascio. Sono direzioni di ricerca, e il programma non fornisce benchmark o risultati per nessuna di esse.
Il programma lascia anche lacune su quanto si possa dire riguardo alle dimensioni. Non riporta dati sulle presenze e due titoli di keynote non sono ancora confermati. Confrontare IROS 2026 con altre conferenze per dimensioni o influenza andrebbe quindi oltre i fatti disponibili. Si può dire qualcosa di più circoscritto: gli organizzatori hanno posto finanziamenti, formazione e investimenti nelle fondamenta davanti a tutti i partecipanti, allo stesso livello del programma tecnico. In un settore in cui gran parte dell'attenzione va alle dimostrazioni, è una scelta editoriale degna di nota, e sarà nelle discussioni di quei forum che si vedrà se è stata una scelta azzeccata.
